Enrico Galvan

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LEGGE SUL COMMERCIO - DOMENICHE IN DEROGA E CONCILIAZIONE LAVORO-FAMIGLIA

La Legge Provinciale n.17 del 30.07.2010 “Disciplina dell’attività Commerciale” prevede che il Consiglio comunale, sulla base di quanto disposto con deliberazione della Giunta Provinciale n. 1449 dd. 1.7.2011,  possa attribuirsi la qualifica di “Comune a media attrazione commerciale” . Qualora venga attribuita tale qualifica dovranno essere stabiliti anche i periodi (massimo 7 mesi nell’arco di ciascun anno più il mese di dicembre) e gli ambiti del territorio comunale, nei quali andrà ad applicarsi la disciplina degli orari di vendita e di chiusura contenuta negli articoli 23 e 24 della legge. L’elemento maggiormente significativo riguarda le chiusure domenicali. L’Amministrazione in questi mesi ha tenuto dei confronti con le organizzazioni locali dei consumatori, delle imprese del commercio, dei lavoratori dipendenti. Per la metà dicembre 2011 è previsto il passaggio in Consiglio Comunale della delibera di attribuzione. La situazione attuale, in vigore per tutto il 2011, prevede che il nostro comune abbia 3 mesi di chiusura domenicale con la possibilità di individuare 4 domeniche in deroga. Questo significa in pratica che attualmente si può aprire i negozi la domenica 10 mesi su 12. Con la nuova qualifica attribuita al comune di Borgo si arriverà ad avere (compreso dicembre) massimo 8 mesi di apertura domenicale quindi 2 mesi in meno rispetto al sistema attuale. E’ ovvio ed evidente che la realtà commerciale che è maggiormente interessata a questa modifica è il centro commerciale, in quanto il centro storico ha una ridotta apertura domenicale e legata ad eventi particolari. Gli incontri con le categorie sono stati molto interessanti e proficui ed il clima è stato di massima collaborazione. La scelta del Consiglio Comunale di Borgo è relativamente più semplice rispetto a quella che altri Comuni dovranno fare, in quanto se la nostra situazione andrà a ridurre le domeniche di apertura altri si trovano davanti alla necessità di decidere se aprire la domenica quando prima non lo potevano fare. La legge sul commercio ha degli aspetti positivi di regolamentazione condivisibili; ritengo però sbagliata la frammentazione che l’impostazione della Legge ha dato al territorio Trentino. Avere a distanza di pochi chilometri normative diverse oltre che a creare una confusione negli acquirenti produce delle forme di concorrenza sleale che non mi pare siano coerenti e giuste.

Un aspetto sul quale ho voluto e intendo porre l’attenzione delle categorie e dei dipendenti riguarda la conciliazione famiglia-lavoro. Questo aspetto inserito nella legge ma che rimane attualmente ancora molto fumoso dal punto di vista applicativo, ritengo sia uno strumento di fondamentale importanza per non perdere di vista un aspetto basilare della vita sociale di una Comunità. Predisporre una legge che non tiene in considerazione questi fondamenti in modo preventivo ma solo consuntivo parte già seriamente in deficit. Conciliazione lavoro-famiglia può avere più significati e molti modi di applicazione ma deve mettere sullo stesso piano i due termini, lavoro e famiglia. Si deve quindi attivare delle politiche provinciali che garantiscano il lavoro ma che allo stesso tempo (e non successivamente) diano garanzie che il lavoro non prevarichi il ruolo della famiglia. Nel nostro Trentino questo percorso è ancora attuabile in quanto siamo una provincia che ha disponibilità economica e che se investisse maggiormente nel welfare non sbaglierebbe di sicuro. Il problema è dare dei criteri seri e attuabili che altrimenti lasciati alla libera interpretazione non portano reali benefici. In questo percorso vanno ovviamente coinvolti attivamente e concretamente le realtà imprenditoriali in quanto beneficerebbero anche loro di un clima sociale positivo.